Kilometro Zero

Tutti i vantaggi della Filiera corta

Pubblicato il 20-08-2014 alle 19:55 Categoria: Alimentazione

Se fino a pochi decenni fa i cibi percorrevano solo pochi chilometri, ora possono viaggiare per centinaia o addirittura migliaia di chilometri prima di arrivare sugli scaffali: nel corso degli ultimi anni la globalizzazione, le logiche di mercato, le politiche commerciali delle multinazionali hanno determinato una forte evoluzione nella filiera agroalimentare. Ciò che arriva sulla nostra tavola è spesso il frutto del lavoro di molte aziende, ognuna delle quali esegue solo una fase della lavorazione del prodotto: ad esempio frutta e verdura, spesso vengono raccolte in una località, lavate e pulite in un'altra, confezionate in uno stabilimento posto in un'altra località ancora, e infine consegnate alla grande distribuzione organizzata. Quest'ultimo passaggio, poi, può non essere affatto breve: un qualsiasi prodotto confezionato, prima di arrivare effettivamente sullo scaffale può subire ulteriori passaggi: altri intermediari, attori della logistica per il trasporto e la movimentazione delle merci, ecc.

​E' ovvio che tutto questo comporta immancabilmente un impatto ambientale non indifferente: sulle emissioni di CO2, sul consumo energetico, sul traffico, ecc.: quanto maggiore è la distanza percorsa dal cibo, tanto maggiori sono le emissioni di gas serra ed inquinanti emessi per il trasporto e per la refrigerazione.
Secondo uno studio della Coldiretti, se una famiglia acquistasse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a 1000 chili di CO2 in un anno. E potrebbe inoltre risparmiare sulla spesa, perché si abbatterebbero i costi di trasporto e di intermediazione. Nel nostro paese circa l'86% dei trasporti avviene su gomma e i costi della logistica pesano per un terzo sui costi di frutta e verdura.

Gli alimenti «a Km zero», chiamati anche con il termine più tecnico a filiera corta, sono prodotti locali venduti nelle vicinanze dei luoghi di produzione: i cosiddetti Farmer's market sono mercati e/o negozi dove gli agricoltori incontrano direttamente il consumatore vendendo i loro prodotti senza intermediari e quindi senza ulteriori ricarichi sul prezzo finale.
Fare la spesa a chilometro zero è una scelta di consumo che valorizza la produzione locale e recupera il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali. Acquistare prodotti a Km zero significa anche valorizzare il consumo dei prodotti stagionali, recuperando così il legame con il ciclo della natura e con la produzione agricola.
Da non dimenticare infine che questi prodotti offrono maggiori garanzie di freschezza.
Ovviamente non è possibile comprare tutto a chilometro zero; si pensi ad esempio ai prodotti DOP (l'Italia è leader mondiale nelle denominazioni d'origine agroalimentari): non è che prodotti come ad esempio il Parmigiano Reggiano, apprezzato ed esportato a livello mondiale, debbano necessariamente essere mangiati solo dagli abitanti delle zone di produzione.

Fonte: http://www.leziosa.com/prodotti-a-km-zero.htm


Per saperne di più: http://www.coldiretti.it