Turismo del wellness in Italia

Tendenze e abitudini

Pubblicato il 16-06-2014 alle 07:27 Categoria: Turismo

Solo in Italia il settore fattura due miliardi 200 milioni di euro all'anno. Alto Adige superstar, seguito da Toscana e Trentino. I maggiori fruitori del mercato interno sono lombardi. Ecco lo studio JFC su mode, tendenze e previsioni. A partire dal bilancio 2013: complice la crisi, si prevede infatti un calo del 14 per cento. Vale 176,6 miliardi di euro all'anno il wellness tourism, o turismo del benessere. Questo è il fatturato globale del settore, secondo uno studio del Centro di ricerca JFC che ne analizza tendenze e indicatori. Un segmento sviluppatosi in maniera esponenziale negli ultimi dieci anni in Italia. 

 

Chi sono i fruitori? Spiega il rapporto “persone che si recano in un luogo per migliorare il proprio stato di salute psico-fisica, ricercando però esperienze uniche ed autentiche, nonché terapie generalmente dolci e non invasive, e che vogliono fare tutto ciò in maniera attiva”. Ci sono poi – spiega lo studio - due sottocategorie: i “veri” wellness tourist, come possono essere coloro che scelgono un luogo con l’intento primario di svolgere un programma di miglioramento della propria salute, come il cambiamento delle abitudini alimentari, il dimagrimento, la meditazione, i massaggi, etc; e i wellness tourist “parziali”, vale a dire i turisti in vacanza sulla base di altre motivazioni, ma che "si dilettano in trattamenti benessere, come possono essere i turisti balneari che scelgono un albergo con centro benessere per fare una sauna o sottoporsi a un massaggio".

Short break: toccata e fuga, obiettivo rigenerazione  In Italia aumentano gli short break, brevi periodi di fuga e distacco dalla frenesia quotidiana. La ricerca di formule di soggiorno legate al wellness diventa sempre più “un modo per gratificare il proprio io oltre i luoghi del quotidiano, alla ricerca di uno spazio dimensionale che si può vivere, anche per un breve periodo, in simbiosi tra il piacere della mente e quello del corpo; per questo motivo i trattamenti devono essere dolci, morbidi, non invasivi né dolorosi”.  In questo contesto si sviluppano processi e prodotti che riconducono alla natura ed ai rimedi naturali: dall’uva al fieno, dal sale al fango, si tratta di prodotti legati alla terra e a ciò che la natura crea.

Non solo wellness: paesaggio, enogastronomia, livello dei servizi  La scelta della destinazione, infatti, non è legata alla sola struttura ospitale/beauty center, ma all’intero territorio nel quale si trova la struttura stessa. L’elemento che più gli Italiani collegano al concetto di “wellness e benessere” è l’ambiente (36,5% degli intervistati) seguito dall'enogastronomia (27,7%).

JFC, che ha redatto il rapporto, svolge attività di consulenza turistica e marketing territoriale offrendo le proprie competenze al servizio ed allo sviluppo di imprese, istituzioni ed autonomie funzionali.

Fonte: http://www.jfc.it/


Per saperne di più: http://www.jfc.it/