Bio Architettura

L’ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema ambientale

Pubblicato il 07-05-2014 alle 08:54 Categoria: Abitare

Si definisce Bioarchitettura l'insieme delle discipline che attuano e presuppongono

un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema ambientale.

L'Architettura bioecologica si propone di fornire infrastrutture e di costruire manufatti volti al massimo benessere psico-fisico del fruitore, nel totale rispetto per l'ambiente, delle tradizioni e cultura locali, e delle loro evoluzioni nel tempo, usando tecnologie, materiali e modelli non alteranti. Questo consentirà di consegnare alle generazioni future un mondo di cui non dovremo vergognarci ed in cui esse possano realizzare una vita migliore della nostra.

In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse, la Bioarchitettura tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura.

La novità programmatica della Bioarchitettura non risiede nella specificità delle singole discipline, quanto nelle connessioni capaci di determinare una visione olistica del territorio e della qualità architettonica.

Punti qualificanti e basilari dell'Architettura Bioecologica sono:

  1. l'indagine preliminare per individuare, localizzare e misurare gli elementi perturbatori ed inquinanti che possono sussistere nell'ambiente, nei materiali e negli impianti;
  2. l'analisi della potenzialità energetica del sito, che dovrà essere utilizzata al massimo grado, usando solo impianti tecnologici ecocompatibili ridotti al minimo indispensabile e permettendo un microclima sempre gradevole in un ambiente naturale riequilibrato;
  3. la tutela e la salvaguardia dell'ambiente, anche in caso di inserimenti che devono soddisfare alla condizione di compatibilità;
  4. i criteri di scelta dei materiali, che devono rispondere ai seguenti punti fondamentali:
  • a) siano possibilmente reperibili in loco;
  • b) si privilegino quelli naturali non nocivi, che non siano stati resi inquinanti da trasformazioni strutturali, stravolgenti la loro composizione chimica;
  • c) in ogni caso di utilizzo e trasformazione essi conservino costantemente la proprietà bioecologica;
  • d) siano riciclabili.

 

Fonte: http://www.abitareconsapevole.com/