l'Associazione Pabulum a VinArte 2017

cultura e degustazioni

Pubblicato il 26-04-2017 alle 11:03 Categoria: EVENT SUPPORT

Dal 29 aprile al 7 maggio a Salerno nel Complesso Monumentale di Santa Sofia torna “Vinarte”, iniziativa organizzata dall’Associazione culturale “Salerno Attiva - Activa Civitas", con il patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Salerno, in collaborazione con il Museo Città Creativa di Salerno, per promuove l’arte contemporanea e presentare le migliori cantine vitivinicole del territorio campano. Il progetto, giunto all'ottava edizione prevede un percorso che porterà il visitatore a porsi, partecipe e protagonista, tra opere d’arte ed eccellenze enologiche.

Tre i momenti culturali promossi dall’Associazione Pabulum di Avellino.

Il 29 aprile ore 20:00 il seminario moderato da Alfredo Picariello, Direttore di PiùEconomia, “In vino veritas: storia, enogastronomia e letteratura medico-scientifica” con gli interventi di Katya Tarantino, Biologa Nutrizionista e Presidente Associazione PabulumVincenzo Cosimato, Biologo Nutrizionista e Componente Commissione Specializzandi dell’Ordine Nazionale Biologi, Carmen Milone, Biologa Nutrizionista, Giancarlo Barbieri, titolare dell'azienda vitivinicola Sertura, Associazione Irpinia Mood. Un seminario alla scoperta del vino nella splendida atmosfera del Complesso Monumentale di Santa Sofia. Una “full immersion” nella storia, nei segreti e nelle curiosità che rendono il settore vitivinicolo un mondo tutto da scoprire. Il seminario si svolgerà sotto la sapiente guida di esperti nutrizionisti che dedicano la propria vita alla ricerca ed alla sperimentazione nel campo dell’alimentazione.

Un bicchiere di vino racchiude in sé colore, profumo, gusto, storia, curiosità e tradizione. Il profumo del vino è indubbiamente il suo aspetto sensoriale più straordinario, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. Il vino è una delle bevande più legate alla civiltà umana. Gli effetti euforizzanti hanno contribuito a farne un elemento indispensabile nei festeggiamenti ed è sempre stato considerato come una bevanda dalle proprietà benefiche per la salute. Numerosi studi dimostrano che individui che consumano quotidianamente moderate quantità di alcolici presentano una mortalità più bassa rispetto a soggetti astemi o a forti bevitori. Gli effetti benefici sono più evidenti nei consumatori di vino rosso a basse dosi e negli individui con abitudini alimentari tipiche della dieta mediterranea.

Il 30 aprile alle ore 18:00 la presentazione del libro "Vino, eros e poesia – Da Omero ai giorni nostri", Digitalgraphic Moscariello, con gli interventi degli autori Paolo Saggese, Alessandro Di Napoli e Domenico Cipriano e della Biologa Nutrizionista Katya Tarantino. Antologia dedicata al vino e all’amore, inseguiti attraverso la poesia, dalla Grecia antica, dalla Roma dei Cesari, al primo novecento, ai nostri giorni, con un rapido sguardo alla poesia straniera (Shelley, Baudelaire, Garcia Lorca). La nominazione del vino, tra eros e illusione, viene riferita sin dai tempi dei rituali, in un mondo sottilmente acceso dai grandi misteri della vita e della morte, del bene e del male, del bello, del vero, del giusto, per sdrammatizzare e compensare le angustie del quotidiano. Quest’opera celebra il vino tra una linea amorosa ed un tratteggio storico politico eminentemente colorato.

Il 6 maggio alle ore 18:00 la presentazione del libro "Rosso dalla Terra", Delta 3 Edizioni, con gli interventi dell’autore Nicola Di Iorio e della Biologa Nutrizionista Katya Tarantino. I vini di una terra non sono merci, ma racconti di vita. Esprimono le colline e le pianure da cui hanno tratto origine, narrano le storie di uomini che li hanno, generazione dopo generazione, creati. Raccontano la terra che li produce in modo più esauriente di qualsiasi libro di storia o di una guida turistica: berli vuol dire diventare parte di quella terra. Scelte commerciali, economiche e politiche o avvenimenti naturali e di portata storica hanno determinato, nel corso del tempo, il consolidarsi in Irpinia di un humus favorevole per un’agricoltura di qualità legata soprattutto alla vite. La vite e il borgo sono la chiave, certo forse non l’unica ma sicuramente quella meno reclamizzata, per comprendere l’identità attuale dell’Irpinia.

Le iniziative dell’associazione Pabulum verranno accompagnate dalla degustazione di Caciocavallo del Caseificio “Fattoria Di Guida”, Sfogliatine alle mandorle di Locanda “La Molara”, Passito di Pantelleria di “Argenziano”, Aglianico e Greco di Tufo dell’Azienda Vitivinicola “Sertura” e Sella delle Spine di Luigi  Caggiano. Per ricevere informazioni scrivere ad associazionepabulum@gmail.com

Il programma completo dell’evento sulla pagina Facebook “Vinarte”.